È stata firmata nei mesi scorsi a Roma, una convenzione tra la Asl sud est e il policlinico Gemelli, per avviare una collaborazione medico-scientifica tra le due strutture, in campo ostetrico, ginecologico e neonatologico. In particolare per la ricerca e per l’aggiornamento professionale del personale, ma soprattutto per lo sviluppo di alcune attività cliniche al servizio delle pazienti. Il Gemelli, infatti, vanta una grande esperienza in questi ambiti della medicina, grazie all’attività del Polo “Scienze della salute della donna e del bambino”, che in questo caso vengono messe a disposizione degli specialisti grossetani con l’obiettivo di sviluppare protocolli e procedure condivise.

Il contenuto è stato presentato oggi, ai professionisti del Misericordia e alla stampa, nella gremita aula di Robotica dell’ospedale di Grosseto, alla presenza del direttore del policlinico, ingegner Enrico Zampedri, del direttore del Polo per la salute della donna e del bambino, professor Giovanni Scambia, dai vertici aziendali e ospedalieri del Misericordia, del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. A illustrare i dettagli, il direttore dell’Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del Misericordia, dottor Fabrizio Signore, che ha tenuto i contatti con il Gemelli, con cui collabora dal periodo precedente al suo incarico a Grosseto, nella definizione dei dettagli del protocollo

In particolare, la convenzione, prevede che uno o più specialisti del policlinico romano effettuino, direttamente a Grosseto, consulenze o interventi per patologie ginecologico-oncologiche di particolare complessità, con sedute operatorie stabilite secondo un preciso calendario e svolte in collaborazione con i professionisti grossetani. Nel caso di pazienti che necessitano di ricoveri direttamente al Gemelli, la convenzione prevede la possibilità che i medici del Misericordia le possano seguire direttamente nella struttura capitolina. Altro aspetto importante, riguarda l’aggiornamento professionale relativamente ai casi trattati a Grosseto. È prevista, infatti, una specifica attività formativa da parte dei medici romani, in particolare per le procedure più complesse, che a Grosseto vengono svolte con numeri più bassi.
In questo percorso è stato coinvolto anche l’Istituto Toscano Tumori, la struttura di riferimento regionale, in rete con tutte le Aziende toscane, per le attività di prevenzione, ricerca e assistenza in campo oncologico, nonché per l’integrazione delle attività e delle competenze presenti nel territorio.

“Tradizionalmente – ha commentato il direttore generale, Enrico Desideri - il territorio di Grosseto registra un flusso spontaneo di assistiti verso il Lazio e i centri di eccellenza come il policlinico Gemelli. Con la firma di questo accordo, questi pazienti potranno riferirsi alle strutture sanitarie del proprio territorio, certi di ricevere sempre e comunque le cure migliori. Tutto ciò anche grazie al circuito virtuoso che integra le già elevate potenzialità assistenziali dell'ospedale di Grosseto con quelle del policlinico di Siena, che insieme potranno interagire, sui casi di elevata complessità, con il Gemelli, un’eccellenza di indiscusso livello nel panorama nazionale.
Questa del resto è la nostra idea di rete tra strutture, professionisti e saperi con l’obiettivo di veder crescere ulteriormente qualità dell’assistenza ai cittadini e, in questo caso, il ruolo di Grosseto. L’accordo, inoltre, rappresenta una ulteriore occasione di crescita e di confronto per i professionisti, tenendo conto anche dell’importanza della formazione dei nostri medici e dell’opportunità per loro di confrontarsi con realtà diverse, aumentando conoscenze e scambiando competenze con i colleghi di altre strutture”.

Soddisfazione è stata espressa dall’ingegner Zampedri e dal professor Scambia, che hanno tenuto a sottolineare l’importanza dello scambio e dell’interazione tra le due aziende vista anche la posizione centrale di Grosseto tra il Lazio e la Toscana. “Ci tenevamo in particolar modo ad essere qui, oggi, dipersona – ha commentato Zampedri – per testimoniare con la nostra presenza quanto teniamo a questa collaborazione. Il modello che abbiamo adottato può aprire la strada anche ad altre interazioni, nonché a proficui scambi professionali e formativi. Ci rivediamo qui tra un anno per valutare l’efficacia della convenzione – ha concluso – proprio per dimostrare che siamo convinti della bontà di questo strumento di lavoro”.