Una donna su 10 necessita di intervento chirurgico. Il ruolo della robotica, eccellenza a livello europeo
AREZZO – La patologia del pavimento pelvico è una malattia molto diffusa anche se spesso sottovalutata e interessa quella parte del corpo della donna collocata sotto il pube, appunto la pelvi.
Le  malattie del pavimento pelvico comprendono il prolasso degli organi pelvici (vescicale, uterino o rettale), l’incontinenza urinaria, la sindrome della defecazione ostruita e l’incontinenza fecale e sono spesso coesistenti tra loro.
Di prolasso e incontinenza urinaria, ne soffre il 30% delle donne, soprattutto quelle che hanno avuto figli (ed eventuali lacerazioni dovute al parto) con gravi ed evidenti disagi per la vita affettiva, sessuale e sociale.
Ad Arezzo l’Ambulatorio del pavimento pelvico è gestito dall’urologo Stefano Rosadi, che collabora in equipe con le altre figure professionali: ginecologo, ostetrica e personale di sala operatoria, a seconda della soluzione più idonea per la paziente. Ci sono vari livelli di gravità e disfunzionalità e quindi diverse possibili soluzioni: dalle cure mediche e riabilitative fino agli interventi chirurgici. Accedono al servizio circa 90 donne ogni mese e una donna su 10 necessita di intervento chirurgico.
A volte, basta una rieducazione dei muscoli del pavimento pelvico, effettuata dalle ostetriche con strumenti e corsi specifici in Casentino e Valdarno.
Rosadi e la sua equipe, con sedute chirurgiche mensili effettuate ad Arezzo e Bibbiena, intervengono per via transvaginale o laparoscopica. In questi casi la riabilitazione è affidata alle ostetriche nel post operatorio.
Se si tratta di un intervento complesso, scende in campo la chirurgia robotica. Proprio in questi giorni la squadra dell’Unità operativa di Urologia del San Donato, composta da Saba Khorrami, Tiziano Verdacchi e Filippo Annino è stata invitata ad effettuare un intervento di ricostruzione per prolasso della vescica e del retto (colposacropessi) al Congresso europeo di Uro-Tecnologia (ESUT) che si è svolto a Modena. L’intervento in diretta, effettuato con il robot su una donna di 56 anni, è stato ancora una volta la conferma dell’eccellenza urologica aretina.
Questo approccio collaborativo e multidisciplinare, oltre all’integrazione tra i vari servizi, ha consentito negli anni di massimizzare l’efficacia dei risultati, con diminuzione della necessità di dover re-intervenire.
L’Ambulatorio del pavimento pelvico è collocato presso la Ginecologia del San Donato e si accede tramite Cup con la richiesta del medico.